Cerimonia di chiusura delle Olimpiadi all’Arena di Verona: un weekend tra sport, anfiteatro romano e sapori veneti
Chiudi gli occhi un istante e immagina: il cielo sopra Verona si tinge di viola, le pietre millenarie dell’Arena vibrano sotto i tuoi piedi e un brivido corre lungo la schiena. Non è la trama di un’opera lirica, ma qualcosa che accade davvero — la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 prende vita nell’anfiteatro romano più celebre al mondo. E tu sei qui, nel cuore di tutto questo.
La sera del 22 febbraio 2026, la Verona Olympic Arena diventa il palcoscenico dove sport, arte e bellezza italiana si fondono in un abbraccio universale. Attorno a te, migliaia di spettatori e milioni di occhi collegati da ogni angolo del pianeta. Nell’aria, quel misto di emozione e nostalgia che solo il gran finale dei Giochi sa regalare.
Ma Verona non si esaurisce in una sera. Questo weekend è l’occasione per lasciarti travolgere da una città che è patrimonio UNESCO, scrigno di sapori veneti e teatro di storie che attraversano duemila anni. Preparati: il racconto inizia adesso.
Beauty in Action: lo spettacolo nella pietra viva
Il titolo scelto per la cerimonia di chiusura è “Beauty in Action”, un tributo alla bellezza in movimento che vive nello sport, si riflette nell’arte e si nutre delle relazioni umane. Non un semplice addio ai Giochi, ma una celebrazione che intreccia lirica, musica, danza, cinema, design e tecnologia.
La scenografia si ispira a una goccia d’acqua, simbolo di un ciclo naturale in continuo movimento — dalle Alpi al mare, dalla montagna alla pianura. Niente separazione tra palco e pubblico: l’Arena diventa una grande piazza italiana, viva e mutevole, dove coreografie e superfici luminose trasformano le pietre antiche in un racconto contemporaneo.
E lo spettacolo non si ferma tra le mura dell’anfiteatro. La musica attraversa Piazza Bra e raggiunge il Teatro Filarmonico, dove il coro e l’orchestra della Fondazione Arena di Verona accompagnano il pubblico fino all’ultimo istante dei Giochi. È un abbraccio che avvolge l’intera città.
Il palcoscenico dei protagonisti: artisti e atleti sotto le stelle
Sul palco dell’Arena si alternano nomi che fanno battere il cuore. Roberto Bolle, l’étoile che danza tra cielo e terra. Achille Lauro, nato proprio a Verona, che torna a casa nel modo più grandioso possibile. Gabry Ponte, icona mondiale della musica dance, pronto a far vibrare le pietre romane con i ritmi che hanno segnato un’intera generazione. E poi Benedetta Porcaroli, giovane voce del cinema italiano, a rappresentare il futuro.
Ma i veri protagonisti restano gli atleti. La sfilata delle bandiere, la tradizionale parata delle nazioni, lo spegnimento del braciere olimpico. Momenti che stringono la gola e riempiono gli occhi.
Lisa Vittozzi e Davide Ghiotto portano il tricolore italiano — lei, oro nell’inseguimento femminile di biathlon; lui, oro nell’inseguimento a squadre dello speed skating. E poi il passaggio di consegne alla Francia, sede delle Olimpiadi Invernali del 2030. Fine di un capitolo, inizio di un altro.
L’Arena di Verona: duemila anni di emozioni in pietra
Per la prima volta nella storia, una cerimonia olimpica si svolge all’interno di un monumento storico patrimonio dell’Umanità. Fermati un momento a pensarci: quelle pietre su cui poggi lo sguardo hanno visto gladiatori, cavalieri medievali, la prima Aida di Verdi nel 1913, concerti leggendari. E ora, i Giochi Olimpici.
Costruita dai Romani attorno alla metà del I secolo d.C. — prima ancora del Colosseo — l’Arena è il terzo anfiteatro più grande d’Italia, un capolavoro di ingegneria in calcare della Valpolicella. Delle 72 arcate originali a tre ordini, oggi resta la celebre “Ala”, testimone silenziosa di un terremoto devastante nel 1117 che fece crollare l’anello esterno.
Eppure l’Arena non ha mai smesso di vivere. Nel Rinascimento ospitò giostre e tornei. Nel 1786 Goethe la ammirò estasiato. E ogni estate, da oltre un secolo, il suo Festival Lirico richiama appassionati da tutto il mondo. L’acustica perfetta, studiata fin dall’epoca romana, fa risuonare la musica senza amplificazione.
Se hai in programma il weekend della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi all’Arena di Verona, ritagliati qualche ora per visitare l’anfiteatro anche di giorno: la luce che filtra tra gli archi, il silenzio della cavea vuota, la vista su Piazza Bra dalla sommità dei gradoni. Sono momenti che restano.
Verona oltre l’Arena: passeggiate tra storia e meraviglia
Ma sarebbe un peccato limitarsi all’anfiteatro. Verona è un museo a cielo aperto, un intreccio di epoche che si svelano a ogni angolo. Lasciati guidare dalla curiosità.
A pochi passi dall’Arena, Piazza delle Erbe ti accoglie con il suo mercato storico, le facciate affrescate dei palazzi medievali e quel chiacchiericcio allegro che è la colonna sonora di ogni piazza italiana. Poco oltre, Piazza dei Signori sussurra la potenza della signoria scaligera.
Attraversa il Ponte Pietra, il più antico della città e unico superstite dell’epoca romana, e raggiungi il Teatro Romano con il suo Museo Archeologico. Dall’altra parte del fiume, il colle di San Pietro regala una vista sulla città che toglie il fiato — specialmente al tramonto.
E poi c’è Castelvecchio, la fortezza scaligera che custodisce un museo d’arte e un camminamento merlato sull’Adige. Il Balcone di Giulietta, naturalmente — perché Verona è la città dell’amore, e Shakespeare lo sapeva bene.
Un consiglio da insider: esplora il quartiere di Sottoriva, un angolo medievale intatto dove il tempo si è fermato, con i suoi portici bassi e le osterie nascoste. È qui che batte il cuore più autentico della città.
I sapori veneti che non puoi perdere: la tavola veronese d’inverno
Dopo una giornata tra anfiteatri e vicoli, il richiamo della tavola è irresistibile. E a Verona, la tradizione gastronomica non delude. Mai.
Comincia dal risotto all’Amarone, il re dei primi veronesi: riso Vialone Nano della Bassa Veronese mantecato con l’Amarone della Valpolicella, un vino rosso corposo e aromatico che trasforma ogni chicco in un’esplosione di sapore. Se cerchi qualcosa di più rustico, il risotto al tastasal — con l’impasto di carne di maiale salata e pepata — è un tuffo nella tradizione contadina più genuina.
In inverno, il piatto che scalda l’anima è il lesso con la pearà: carne di manzo bollita accompagnata da una salsa densa di pane grattugiato, midollo, brodo e tanto pepe. Pearà, in dialetto, significa proprio “pepata”. È il comfort food veronese per eccellenza, quello che le nonne preparano nelle domeniche più fredde.
Non dimenticare i bigoli con le sarde (bigoi con le sardée), pasta fresca spessa simile a spaghettoni condita con una salsa di sarde e cipolla — piatto della Vigilia di Natale e dei venerdì di Quaresima. E la pastissada de caval, brasato di cavallo stracotto nel Valpolicella, servito con una montagna di polenta fumante. Perché in Veneto, la polenta non manca mai.
Se ami i sapori dell’inverno veneto, non perderti il nostro viaggio alla scoperta del radicchio di Treviso, un’altra eccellenza da scoprire durante un weekend in questa regione.
I vini da assaggiare
Verona è una delle capitali italiane del vino. In un weekend qui, il bicchiere giusto fa tutta la differenza:
- Amarone della Valpolicella DOCG — potente, avvolgente, perfetto con i piatti di carne invernali
- Valpolicella Ripasso DOC — più morbido, ideale per un aperitivo strutturato o a tutto pasto
- Recioto della Valpolicella — dolce e vellutato, da abbinare ai dolci della tradizione
- Soave DOC — bianco fresco e minerale, perfetto con i primi a base di pesce
- Bardolino DOC — leggero e beverino, per un brindisi spensierato
- Custoza DOC — bianco elegante, ottimo con gli aperitivi in Piazza delle Erbe
I dolci veronesi
Chiudi il pasto con dolcezza: il pandoro, nato proprio qui grazie a Domenico Melegatti nel 1894, è un’icona mondiale. Ma provaci con le specialità meno note: i baci di Giulietta, la Torta Russa, le sfogliatine di Villafranca e il mandorlato di Cologna Veneta. Ogni morso è un racconto.
Consigli pratici per il weekend della cerimonia di chiusura
Organizzare un weekend a Verona durante la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi richiede qualche accorgimento. Ecco quello che devi sapere:
- Data e orario: domenica 22 febbraio 2026, inizio ore 20:00 (la cerimonia inizia alle 20:30 circa)
- Biglietti: disponibili esclusivamente attraverso i canali ufficiali di Milano Cortina 2026
- Come arrivare: il consiglio è parcheggiare nella zona dello Stadio e utilizzare i bus navetta dedicati. L’area di Piazza Bra sarà soggetta a forti restrizioni al traffico
- Zona di sicurezza: nella giornata del 22 febbraio sarà attiva un’area di massima sicurezza con accesso controllato tramite pass. Pianifica gli spostamenti con anticipo
- Dove guardare la cerimonia: in diretta su Rai ed Eurosport, con copertura mondiale
- Dove mangiare: prenota con largo anticipo nei ristoranti del centro storico. Le osterie di Sottoriva e i locali attorno a Piazza delle Erbe sono le scelte migliori per gustare la vera cucina veronese
- Dove dormire: il centro sarà affollatissimo. Considera anche le strutture nella prima periferia o nei comuni vicini della Valpolicella, dove unire pernottamento e visite alle cantine
Se stai pianificando un viaggio più ampio legato alle Olimpiadi Milano Cortina 2026, scopri anche cosa vedere a Livigno tra Olimpiadi e gastronomia alpina: borghi, piste e rifugi gourmet ti aspettano.
Oltre la cerimonia: weekend enogastronomico tra Verona e la Valpolicella
Se il weekend della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi all’Arena di Verona è la scintilla, i sapori veneti sono la fiamma che dura. Approfitta di questi giorni per esplorare la Valpolicella, a pochi chilometri dal centro: le colline terrazzate punteggiate di vigneti dormienti, le cantine dove l’Amarone riposa nelle botti di rovere, i borghi in pietra dove il tempo ha un ritmo diverso.
Fermarti in un’osteria di campagna per un pranzo con polenta, soppressa e un calice di Ripasso è un’esperienza che vale il viaggio. E se sei appassionato di distillerie, il Veneto e il vicino Trentino custodiscono tradizioni straordinarie: lasciati ispirare dal viaggio sensoriale tra le distillerie della grappa trentina o dal respiro della grappa nelle distillerie di Santa Massenza.
Un viaggio gastronomico in Italia non è mai completo senza una tappa veneta. E questo weekend, Verona te lo ricorderà a ogni boccone.
FAQ
Quando si svolge la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi all’Arena di Verona?
La cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 si tiene domenica 22 febbraio 2026, con inizio alle ore 20:00 e lo spettacolo vero e proprio dalle 20:30 circa. La cerimonia si svolge all’Arena di Verona, ribattezzata per l’occasione Verona Olympic Arena.
Come posso acquistare i biglietti per la cerimonia di chiusura?
I biglietti per la cerimonia sono disponibili esclusivamente attraverso la piattaforma ufficiale di ticketing di Milano Cortina 2026 (olympics.com). Non sono previsti altri canali di vendita autorizzati.
Quali artisti si esibiscono alla cerimonia di chiusura?
Tra gli artisti confermati figurano Roberto Bolle, Achille Lauro, Gabry Ponte e Benedetta Porcaroli. Il coro e l’orchestra della Fondazione Arena di Verona si esibiranno al Teatro Filarmonico. La regia è affidata al team creativo di Filmmaster guidato da Alfredo Accatino.
Quali piatti tipici veronesi devo assolutamente provare durante il weekend?
I piatti imperdibili della tradizione veronese sono il risotto all’Amarone, il lesso con la pearà (bollito con salsa al pepe), la pastissada de caval (brasato di cavallo al vino rosso con polenta), i bigoli con le sarde e il risotto al tastasal. Per i dolci, prova la Torta Russa e i baci di Giulietta.
Come muoversi a Verona durante il weekend della cerimonia?
L’area di Piazza Bra e le strade circostanti saranno soggette a forti restrizioni di traffico con zone di sicurezza ad accesso controllato. Il consiglio è parcheggiare nella zona dello Stadio e utilizzare i bus navetta messi a disposizione dalla Fondazione Milano Cortina 2026. Privilegia il trasporto pubblico e gli spostamenti a piedi nel centro storico.
L’ultimo applauso, il primo ricordo
Quando il braciere si spegnerà e l’ultimo applauso risuonerà tra le arcate millenarie dell’Arena, qualcosa resterà acceso dentro di te. Non sarà solo il ricordo della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi all’Arena di Verona, ma un intreccio più profondo: il sapore della pearà che brucia dolcemente in gola, la luce dorata del tramonto su Ponte Pietra, il profumo di un calice di Amarone sorseggiato in un’osteria di Sottoriva.
Verona è così: ti accoglie per un weekend e ti trattiene per sempre. Tra pietre romane, sapori veneti e la magia irripetibile dei Giochi Olimpici, questo febbraio 2026 è un appuntamento con la bellezza. Quella vera, quella in movimento.
Beauty in Action, appunto.